Cari pornofili osSESSOnati dai piaceri carnali e dai siti internet – diciamo così – “allegri”, ho il film che fa per voi: Shame. Regia di Steve McQueen (non quello morto) e prova attorale strabiliante di Michael Fassbender (quello di Bastadi senza gloria, che mica a caso per quest’interpretazione ha vinto la Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia).
Ora, apparte il tema evidentemente accattivante, credetemi quando dico che questo è destinato ad essere, a mio per nulla modesto parere, uno dei film più stilosi degli ultimi anni.
Shame tratta la volgarità della sessodipendenza (su parecchi livelli) con intelligenza e senza cadere nell’oscenità fine a se stessa. E’ la storia, raccontata con estrema eleganza, di un uomo malato, che intasa il pc dell’ufficio coi pornazzi, si masturba ovunque, che paga prostitute giorno e notte e vaga in dark room per soli uomini. Un uomo non più capace di amare, che evita qualsiasi rapporto emotivo e che si eclissa dal mondo reale, senza forse rendersene nemmeno conto.
Steve McQueen, che per realizzare Shame ha condotto un’inchiesta sulla questione in prima persona, pur non essendo nato regista cinematografico è uno dei più bravi artisti britannici del genere in circolazione.
Dunque, detto questo, le raccomandazioni qui sono tre:
1) chiudete Youporn e uscite da casa
2) andate a vederlo immediatamente al cinema (non Youporn, ma il film di cui sopra)
3) non fate troppo caso alle dimensioni del fallo del Fassbender se non volete farvi venire terribili complessi di inferiorità






