“Vado a comprare le sigarette e torno…”
Joe Glenton, 27 anni, è un soldato della Corona. Ha lo sguardo fiero, di chi crede di essere nel giusto. Cammina a testa alta, nonostante tutto. E lotta, con tutte le sue forze, anche per gli altri.
E’ probabile che dovrà scontare i prossimi due anni in prigione. Dietro le sbarre, per aver ammesso di aver disertato tra il giugno 2007 e il giugno 2009 causa stress post traumatico. Glenton si rifiutò di combattere in Afghanistan perché convinto dell’”illegalità del conflitto”.
In tutta onestà, è difficile biasimarlo: dall’invasione in Iraq (2003) a oggi, oltre 17,000 soldati di Sua Maestà hanno disertato. Fuggiti a gambe levate, senza preavviso e – soprattutto – senza autorizzazione.
Solo lo scorso anno, a lasciare la divisa, dal nulla, sono stati in 2,000. Dati ufficiali del Ministero della Difesa.
Un fenomeno preoccupante. Si chiama Awol (Absent without leave), un reato mica da poco. Dietro questo fuggi fuggi generale ci sarebbero problemi familiari, stress e depressione.
Julie McCarthy, responsabile della Federazione delle famiglie dei soldati, dice che “malgrado venga offerto un aiuto ai militari che manifestano disagi, la cultura machista predominante nelle caserme spinge le giovani reclute con problemi a non cercare un sostegno psicologico, ma piuttosto a rinunciare ad ogni cosa e a fuggire”.
La sentenza definitiva, per Joe, è attesa il 5 marzo.
Explore posts in the same categories: WarEtichette: afghanistan, awol, disertori, guerra, illegale, iraq, Joe Glenton, soldati
You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.