Awol man talking, la Corte non perdona

Afp/Getty

Ricordate la storia di Joe Glenton? Ne abbiamo già parlato qui.
E’ un disertore. Tra il giugno 2007 e il giugno 2009, causa stress post traumatico, il caporale Glenton si rifiutò di combattere in Afghanistan. Era convinto dell’”illegalità del conflitto”.
Sparì per 737 giorni.
Aveva scelto la via dell’Awol (Absent without leave, assenza senza permesso): un reato che commettono in moltissimi (in più di 17,000 dal 2003 a oggi). Ma se il militare se ne sta in silenzio, non viene perseguito.

Joe, invece, ne ha sempre parlato. E troppo. La sua storia l’aveva raccontata ai giornali e alle televisioni, aveva persino scritto una lettera a Gordon Brown, lamentando che il prestigio dell’esercito inglese fosse stato messo in pericolo dalla guerra “voluta dall’America”.
Arrestato con l’accusa di diserzione (10 anni di pena), era finito in un carcere militare.

Il 29 gennaio scorso, il tribunale militare decise di lasciar cadere il capo d’accusa principale, la diserzione, pare per intervento del governo. Glenton venne rilasciato. Ma restava l’accusa di Awol, l’assenza senza permesso.
Oggi, 5 marzo, la corte marziale di Colchester, Essex, lo ha condannato a 9 mesi di carcere.

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